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giovedì 22 dicembre 2011

Don Ezio Segat nel mirino dei neonazisti


Il Gazzettino.it
Mercoledì 21 Dicembre 2011,
ROMA - Un elenco di nomi, alcuni molto noti, tutti definiti «delinquenti italiani» perché aiutano gli stranieri. Nomi anche di personalità del Nordest. Ci sono magistrati, politici, sacerdoti, giornalisti, sociologi nella lista nera pubblicata sulle pagine italiane del forum neonazista di Stormfront, fondato dall'americano Don Black, già leader del Ku Klux Klan. A dare l'allarme, per un forum da tempo sul web, è l'organizzazione per i diritti umani Everyone, anch'essa nella blacklist. Un forum subito condannato dal ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri: «È un brodo di coltura che non si riesce a isolare. Le forze dell'ordine hanno una attenzione molto alta, ma sono fenomeni che vanno monitorati costantemente». «Io vorrei dimostrare che non odio gli stranieri, ma che anzi odio molto di più certi italiani» scrive sul sito il membro di Stormfront 'Costantino', che poi allega la lunga lista dei «delinquenti», tutti in qualche modo «colpevoli» di aver detto o fatto qualcosa a favore di immigrati, di ebrei o di musulmani. Immediate le reazioni di sdegno e le richieste di chiusura del sito, per la quale si sta già muovendo la Polizia postale.
      Tra i nomi di spicco della lista il sindaco di Padova Flavio Zanonato, il vescovo di Torino Cesare Nosiglia (per anni vescovo a Vicenza), il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici e il presidente dell'Unione Musulmani d'Italia Adel Smith, i giornalisti Gad Lerner e Maurizio Costanzo, don Ezio Segat, sacerdote della diocesi di Vittorio Veneto. Il sito neonazista commenta l’ultima puntata de L'Infedele condotta da Lerner, che aveva affrontato la vicenda del crimine razzista di Firenze, parlando di «propaganda ebrea» sull'emittente «ebraica per eccellenza», cioè La7 «del giudeo Bernabé».
      Per il sindaco di Padova, «nel loro delirio privo di senso ma che può diventare molto pericoloso, i sostenitori di posizioni razziste non comprendono una verità molto semplice: lavorare a favore dell'integrazione non vuol dire semplicemente difendere i diritti degli immigrati, ma creare le condizioni per una convivenza pacifica e virtuosa. La mia amministrazione lavora per raggiungere questo risultato».
      Don Ezio Segat è parroco di Revine (Treviso), ed è comparso nella lista nera per avere utilizzato i soldi raccolti dagli skinheads durante il raduno regionale di settembre per aiutare le famiglie extracomunitarie in difficoltà. E non, come era nelle intenzioni dei partecipanti, per sostenere l'asilo. «Io - commenta il parroco - sono come San Lorenzo, che all'imperatore che gli chiedeva di mostrargli i tesori del Vaticano, fece vedere i poveri di Roma e per questo venne fatto martire. Sono un prete della chiesa cattolica, ho fatto solo il mio dovere». Cesare Nosiglia, invece, attualmente è arcivescovo di Torino ma in Veneto è molto conosciuto. È stato infatti vescovo a Vicenza dal 2003 all’ottobre 2010, e nel maggio dell’anno scorso è stato nominato vicepresidente della Cei per il Nord Italia.
      Folto, nella lista, il drappello dei magistrati. C'è anche il pm torinese Laura Longo, che conduce le indagini sulla devastazione del campo rom alla periferia della città, e che nel procedimento ha contestato l'aggravante dell'odio razziale.

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